Deserto freddo

scritto da Raskolnikov
Scritto 11 mesi fa • Pubblicato 11 mesi fa • Revisionato 11 mesi fa
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Testo: Deserto freddo
di Raskolnikov

Deserto freddo

Ieri ho fatto un giro nella città deserta. Da un cartellone pubblicitario la Canalis mi osservava e seguiva con sguardo ammiccante. Di gente ce n'era veramente poca, a Ferragosto tutti vanno via, tranne gli angeli delle città. Un idiota col monopattino per poco non m'investiva, è sgusciato via come un'anguilla.

Da qualche settimana non c'è più l'antenna Rai, alta 286 metri che dominava sulla collina, una sorta di tour Eiffel de noialtri. E' stata abbattuta perché vecchia e arrugginita e ora la città ne sente la mancanza. Sono salito in alto per cercare un po' di refrigerio, dove ci sta il Cristo Redentore. Da lassù si vede tutto: colline, strade, ponti, palazzi, alcuni elicotteri.

Poi arriva una giovane coppietta s'una moto verde di grossa cilindrata, tolgono giubbotti e casco e cominciano a fare video e foto. Lui sui ventidue, lei rossa di capelli lunghi. Osservano tutto dall'alto, i raggi del Sole che spaccano le nubi, sembra di stare sull'aeroplano. Anch'io osservo tutto, il silenzio, c'è quasi freddo. La città è laggiù, bella, muta, il Cristo Redentore indifferente con la sua croce, sembra non volerne sapere dell'umanità.

Di sera, questo luogo si riempirà di gente, famiglie con bambini, giovani coppiette, turisti mordi e fuggi, cantanti maleducati e invadenti. La città brillerà laggiù e anche le colline lontane, i fuochi accesi, la costante minaccia che un giorno tutto possa finire e il mondo intero cadere giù, sotto un cielo distratto e indifferente alle faccende degli uomini.

Deserto freddo testo di Raskolnikov
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